mercoledì 25 novembre 2009

EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing)


Significa: desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari. Tutto qui.

Si ma cosa rielaboro?
E qui andiamo su cose molto importanti e delicate: non scherzo!
L'EMDR infatti è una tecnica usata molto in terapia da dei veri professionisti. E se hai la fortuna di trovare quello giusto ottieni immancabili risultati positivi su molti tipi di traumi.

Ma infine, cosa tratta?
Usata nei dovuti modi e con esperienza sul campo, tratta direi quasi tutti, se non tutti, i traumi piccoli o grandi legati alla psiche.
E quindi: angosce, traumi da eventi tragici, fobie, paure, ansietà, ecc.

Ebbene, non è però detto che devi sempre andare solamente dal professionista per curarti dalle tue "fobie".
Diciamo che per cose piuttosto semplici e giornaliere puoi anche arrangiarti da solo/a. Attenzione però, questa è solo un'alternativa e questo autotrattamento non ti dispensa dall'andare sempre prima di tutto dal tuo terapeuta.

E' una tecnica molto potente e molto semplice in se stessa, e soprattutto ve la potete fare da soli. Ed è molto raro che qualcuno ti insegni con efficacia e precisione come va fatta su se stessi.

In internet trovi una letteratura enorme sull'argomento, di grande validità ma c'è un problema; nessuno o quasi, ti dice come utilizzarla per l'autotrattamento. Ed è veramente comprensibile: ci sono traumi da non poco che vanno trattati esclusivamente da professionisti. Quindi avvertiti.
In ogni caso prima di fare qualcosa, è sempre meglio pormi un quesito nel blog, al quale darò senz'altro l'indicazione più appropriata.

Ed ora come al solito fatte queste brevi premesse, andiamo al sodo.
  1. Bene, mettiti comodamente seduto/a, e cerca di rilassarti pensando a "Quanto bello sarebbe se attraverso questa tecnica tu potessi ottenere i benefici che desideri."
  2. Ora, sempre pensando ai benefici che potresti ottenere, proprio quelli che vuoi, rivedi la tua esperienza da te considerata negativa.
  3.  Nota ogni associazione mentale attorno a quest'esperienza e le sensazioni che puoi sentire nel corpo.
  4. Ed ora fatti questa semplice domanda: "penso io che sia possibile per me stare meglio a livello psicologico e di sensazioni?" Si? No?
  5. Se è No, lascia perdere tutto, questo non è il tuo blog: non siamo mica tutti uguali, ti sembra?
  6. Se è Si, puoi domandarti: Come? In che maniera? E datti una risposta; quello che importa è che tu ti dia una risposta volta al positivo. Esempio, potresti dire: non pensando al problema che mi disturba! No, non funziona. Invece potresti dirti: pensando ad un'altra cosa! Ecco questo è giusto. Non pensi ad una cosa solo pensando ad un'altra. Chiara l'antifona?
  7. Bene, eccoci all'esecuzione vera e propria: 
  8. Ora, da te con questo esercizio mi aspetto "una trasformazione positiva di integrazione"
  9. Ora immagina una foto della scena principale della tua emozione negativa, ed incollala mentalmente su di un tuo dito della mano che porrai a distanza di 30 cm circa dal tuo volto (puoi anche farti aiutare da qualche familiare, dopo che gli avrai spiegato cosa deve fare)
  10. muovi quindi il dito da un lato all'altro, orizzontalmente, con un'ampiezza tale da far muore gli occhi nel seguire la fotografia mentale, con l'ampiezza massima che ti riesce. E attenzione questo è della massima importanza: mentre gli occhi si muovono da un lato all'altro, la testa deve rimanere perfettamente ferma, solo gli occhi si muovono.        
  11. E mentre fai questo, a bocca chiusa mima una canzoncina tipo: tanti auguri a teee..... tanti auguri a teee... ecc., bastano le poche parole che conosci, ripetendole fino alla fine dell'esercizio.
  12. Mantieni fissa l'immagine della foto, mentre le sensazioni che suscita lasciale andare dove vogliono.
  13. Lascia quindi che le sensazioni nel tuo corpo suscitate da questa immagine della foto  sul dito che si muove, vadano dove vogliono, e si modifichino come vogliono, sii solo spettatore, mantieni l'immagine della foto davanti a te, e lascia che le sensazioni si modifichino come vogliono.
  14. Controlla anche sul tuo corpo, dove senti l'ansietà e la pena collegate al trauma, e come queste si stanno modificando, rileva le sensazioni mentre fai l'esercizio.
  15. Se tutte queste sensazioni  non vengono azzerate con il primo trattamento, continuare con cicli successivi.
  16. Muovere il dito orizzontalmente avanti e in dietro per 36 volte: 1-dito a sinistra, 2-dito a destra, 3-a sinistra, e cosi via, fino a 36.
  17. Nel caso dovessi fare delle ripetizioni perché magari non sei del tutto contento, rifare il processo ma muovendo il dito solo 28 volte.
  18. Continuare quindi il procedimento finché l'evento non è visto con un minimo grado di ansietà.
  19. Ora ricordate l'evento traumatico pensando al punto di vista positivo.
  20. Continuate il procedimento finché non potete vedere la memoria traumatica con un atteggiamento positivo e con una minima ansietà.
  21. Tieni successivamente un diario delle tue eventuali successive manifestazioni ansiose
Importante: prima di iniziare dai una valutazione alla sensazione che provi, e poi dai un valore alla fine; osservati.
Leggi bene il tutto prima di fare qualcosa. E' semplice ma ci sono delle accortezze indispensabili da osservare:
- l'immagine del tuo trauma sul tuo dito
- testa ferma, occhi che si muovono
- lasciar andare dove vogliono le sensazioni che nascono, sempre solo osservando l'immagine sul dito
- la canzoncina
- controllo (importantissimo) cosa succede sul proprio corpo, sensazioni.

In un prossimo post darò una visione più completa ed altri accorgimenti.




Perché funziona?
Sono solo teorie.
  • Sembra che sia simile al processo che avviene naturalmente nel sonno REM
  • Sviluppa dei collegamenti tra i due emisferi (la più accreditata)
  • Richiede di affrontare il trauma direttamente e di riprocessarlo

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